mercoledì 20 dicembre 2017

Io ho paura del dottore

La notte è andata meglio...
Alessandro è abbastanza tranquillo.
Io come al solito chiudo la porta e spengo tutte le luci non appena i parenti se ne vanno ed è passato il carrello con la terapia serale.
Anche a  Roberto dà fastidio la luce e non si lamenta se spengo.
L'unico problema è che RUSSA!, ma io ormai dormirei in una vasca da bagno piena... devo approfittare di tutti i momenti buoni, riesco a svegliarmi di soprassalto, alzarmi, fare quello che devo, sdraiarmi e  rimettermi a dormire...
Alessandro non sta più in bagno mezz'ora... dieci minuti e posso stendermi di nuovo.

Certo, la poltrona non è comoda... per niente!

Abbiamo delle domande da fare al Professor Nascimbeni, vorremmo sapere perché c'è quel lungo taglio sotto l'ombelico, vorremmo sapere quando toglieranno il drenaggio, cosa dicono delle lastre toraciche, si è ridotto il foro al polmone? Perché non tolgono ancora il drenaggio? Quel sangue che si vede passare nel tubetto è normale?

Ma non osiamo, lui arriva, tre parole ed è già sparito, sempre la mattina presto. Poi torna più tardi con altri medici e i praticanti.
Di solito Alessandro chiedeva senza problemi alla Professoressa Ricci, alla dottoressa Benini e al dottor Pozzi.
"Io ho paura del dottore!"
Fin da subito Il Professor Nascimbeni ha ribadito più volte che qui non è la gastroenterologia!, qui si fa come dice lui...

Brrrrrrrrrrrrr
Brividi...



Vediamo che regali mi fanno

Oggi è il 20 dicembre, compleanno di Alessandro.
Mi sono svegliata e subito non l'ho ricordato... poi è arrivato Roberto a fargli gli auguri.
Non ho ancora comperato niente per lui, ho già saltato anche il regalo di Santa Lucia.
Sono sempre qui, e qualche ora in negozio.

Gli ho chiesto cosa volesse e mi ha risposto:
"La salute".

A 16 anni...

Non è giusto.

A 16 anni dovrebbe essere in giro a fare lo stupidino.

E' steso a letto, in attesa della colazione.
"Vediamo che regali mi fanno."
Si sofferma un attimo, io mi chiedo a chi si riferisca.

"Vediamo se per regalo mi tolgono qualche drenaggio."

Tesoro... lo abbraccio. Non pensa ai regali, pensa alla sua salute.
Vorrei davvero che gli togliessero i drenaggi oggi.

Jessica è venuta a salutarlo con la nonna e Matteo che poi la accompagnano in aeroporto.


Sono passate le insegnanti della scuola in Ospedale e gli hanno fatto un regalo: quaderni, penne, evidenziatori, un righello...

E' venuta anche Valentina, la sua neuropsichiatra.
Gli ha portato un libro molto carino, una tazza con una scritta molto promettente,


ma la cosa più commovente è quello che gli ha scritto nel biglietto d'auguri:
"Caro Alessandro,
ho scelto pensandoti un gatto portafortuna e due regalini simbolici per trasmettercti il mio più sincero augurio per i tuoi 16 anni ch, diciamocelo, non sono partiti proprio per il verso migliore!!!
Un augurio di SPERANZA & FELICITA'... se pur nelle difficoltà che ogni giorno stai attraversando... con una pazienza e un coraggio ammirabili e che nemmeno tanti adulti avrebbero dimostrato!!!
Spero tu riesca a riavere presto la tua vita, un giorno alla volta...
tornare a dormire nel tuo letto, dai tuoi amici, videogiochi, pallavolo e da tutto ciò che ami!
Nel frattempo ricordati che per parlare di pensieri, belli e brutti, io resto sempre a disposizione..."






martedì 19 dicembre 2017

Sto cominciando a prendere confidenza

Da quando è risalito dopo l'intervento Alessandro si lamenta di formicolii alle dita della mano sinistra e di non riuscire a "comandare" il braccio.
La sera stessa dell'intervento aveva la pinza della macchinetta che rileva l'ossigenazione attaccata all'indice e si lamentava per il dolore.
hanno spostato un po' dito, poi ad un certo punto l'hanno staccata del tutto, non resisteva al dolore.

Sono già passati due giorni e ancora il pollice e l'indice formicolano ma:
"Sto cominciando a prendere confidenza con il mio braccio."
Lo tira su e giù, lo piega, lo muove da destra a sinistra... finalmente fa quello che lui vuole!

Sorella in arrivo

Quando Jessica ha saputo che dovevano operare Alessandro ha provato a dare un'occhiata ai voli...
Avrebbero dovuto decidere se operarlo o meno ieri o oggi, invece è stato operato due giorni fa d'urgenza...
Siamo riuscite a trovare due voli nel nulla delle feste... a prezzi abbordabili, ma voleva essere vicina a suo fratello! Lei riesce a tranquillizzarlo, a farlo ridere...

Ieri sera è uscita dal lavoro all'una, e poco dopo era in aeroporto a Getwick direzione Verona, è andata a prenderla Roberto questa mattina, domani ripartirà già, da Bergamo direzione Stansted, quattro aeroporti, due compagnie aeree... ma è qui.
E domani Alessandro compie gli anni, 16 anni.


Rimane con lui tutta la giornata. Riesce a fargli bere il tè a cucchiaiate, lo aiuta ad andare in bagno.
C'è ancora un po' di sangue... ma non è più come prima.
Il retto è ancora lì, tutto ricucito, ma c'è ancora. E c'è ancora un pochino d'infiammazione.
Bisogna alzare velocemente il boccione del drenaggio al polmone perché deve stare più in basso del foro, spostarlo di qua del letto, da dove Alessandro scende per andare in bagno, tirar su la sacchetta del drenaggio e pian piano entrare in bagno.
Quando si rialza dopo avergli nuovamente fatto il bidet e riposizionato il telino rialzare boccione e sacchetto e tornare a letto.
E poi dobbiamo badare alla sua stomia.




Io ho pregato per lui ma anche per me

Questa notte speravo di dormire, Alessandro è più tranquillo, siamo andati in bagno solo un paio di volte... purtroppo il nostro compagno di stanza è stato operato ieri e questa notte ha sofferto molto.

Lo sentivamo urlare, c'erano entrambe le infermiere accanto al suo letto, al di là della tendina blu.
"Allora Roberto, come stai? Sei in bomba? Ti sembra di essere Bob Marley?"
"???" ma sono impazzite queste? ma si conoscono?

"Vedo le pecore, ci sono un sacco di pecore."
"Ah beh... tra le mucche di Alessandro e le pecore questa non è una stanza d'ospedale... qui siamo nei campi..."

Io bado ai rumori che vengono dall'altro lato, ai beep... ho già recuperato una spina dell'infusore e l'ho attaccata, prima che si metta a suonare quando dormo, e ne ho chiesta un'altra che mi hanno già portato, perché gli infusori sono due.
Non ho perso il vizio di farmi gli affari degli altri...
Qui bisogna un po' arrangiarsi!
Di notte ci sono solo due infermiere in tutto il reparto e questa notte l'hanno passata praticamente sempre nella nostra stanza, tra Alessandro e Roberto.

Peccato che non ho badato all'apparecchio che segnala l'ossigenazione... mi sono alzata più volte perché andava in allarme e chiamavo le infermiere, all'ennesimo beep mi sono accorta che mancava la spina anche qui, e ha terminato la sua autonomia...
Suono ancora il campanello.

Per fortuna quando il beep è quello dell'infusore che segnala anomalia a valle ormai ho imparato che basta allungare il braccio, o spostare il tubicino, per sistemare l'errore, dopo che ho tolto il suono, come prima cosa...
Ad un certo punto diventa impossibile dormire dalle urla di Roberto:
"Aiuto, aiuto. Basta. Basta... non resisto! Non resistoooo."
Poi le urla diminuiscono un po' di intensità, per poi ricrescere...
Non so cosa gli stanno facendo dietro quella tenda.
Parlano di morfina.

Finalmente arriva mattina e Roberto si è assopito.
Lo fanno alzare in poltrona, ha freddo. Lo copro con la coperta del letto, l'aria condizionata gli scende proprio addosso.

Alessandro dalla sua poltrona mi guarda:
"Io stanotte ho pregato per lui, ma anche per me."
"Grazie tesoro". Lo ringrazia Roberto.

Che tenero il mio bambino. Sempre sensibile.

lunedì 18 dicembre 2017

Il mio pisello è cambiato

Non ho dormito molto...
Alessandro aveva dolore, gli hanno dato una flebo di Tachipirina, ma è servita a poco, verso mattina gli hanno messo del Contramal in un'altra flebo e sembra fare più effetto.
E' pieno di tagli... la laparoscopia non è bastata... ha un lungo taglio anche al basso ventre.
Vuoi che andasse bene una volta???
E poi ieri era il 17.

Alle 8.00 è passato il professor Nascimbeni, un giro veloce.
"Bene, dopo in poltrona."
"Ma potete togliermi il catetere?"
"Più tardi, vediamo. Puoi bere, poco ma puoi bere. Piccoli sorsi, e puoi fare qualche passo."
Se ne va.

Io torno al lavoro e risalgo all'ora di pranzo.
Ivan mi manda la fotografia, è già passata la Professoressa Ricci a trovarlo, ed è già in poltrona.


Ho dato il permesso ai nonni di venire per 5 minuti, per non affaticarlo.
Prima gli hanno tolto il catetere, dice che gli hanno fatto male.
Lo trovo con il pisello in mano, lo gira, lo volta e lo rivolta.
"Alessandro, cosa fai? Lascia stare. Copriti. Mettilo giù."
Ma lui continua.
"Il mio pisello è cambiato." è molto abbattuto, lo sguardo ancora un po' vacuo per l'anestesia.
Il nonno si gira a ridere.
"Alessandro vedrai, ogni anno cambia..."
Ha ha ha.
Alessandro è molto preoccupato. E' un uomo... A cosa pensano gli uomini? Al proprio pisello.

Non pensa a tutti i tagli, ai drenaggi, ai punti, al suo sacchettino attaccato al ventre... pensa al suo pisello!

domenica 17 dicembre 2017

Non sono glicemico

Eccoci nella nuova stanza, di un nuovo reparto.
Qui volti sconosciuti, nuovi ritmi e nuove abitudini.

Vado a recuperare la poltrona per la notte nella sala TV, Roberto e mia sorella hanno già riportato le borse con tutta la nostra dote ospedaliera.
Cuscini, coperte, salviettine, cucchiaino, acqua, tè, il succo di mirtillo, qualcosa da mangiare per chi resta, salviette... in tante settimane abbiamo accumulato un sacco di roba necessaria.

Alessandro dovrebbe dormire per delle ore, con l'anestesia. 
Susy ha ancora un po' di tosse e raffreddore e non si avvicina, lo saluta da lontano, vanno via anche Roberto e Ivan.
Io mi preparo per la notte.

La stanza ha solo due letti, e sono divisi da una tendina blu ad anelli, mi spostano il letto in modo che io ci possa infilare la poltrona.
Arriva l'infermiere che spingeva il lettino, all'uscita della sala operatoria mia sorella lo aveva salutato.
"Ma... quella sua parente, quella che c'era quando è uscito il ragazzo... era ricoverata qui un mese fa?"
"... no. E' mia sorella. Lavora in banca a Monticelli. Susanna."
Fa sì con la testa... "Credevo fosse stata ricoverata qui un mese fa, è precisa..."
Boh...

Torna dopo un po'.
"Ah sì... Susanna. Della banca. Brava. Bravissima..."

Forse gli serve qualcosa in Banca...

Ritorna dopo un po' con un lenzuolo:
"Lo metta sulla poltrona... non si sa mai chi c'è stato prima. Se ha bisogno di qualunque cosa mi chieda. Vuole del tè? Qualcosa da mangiare?"
"No no grazie, ho tutto... grazie"

Forse è meglio tenersi buona la Susanna, in vista di qualche richiesta in banca.

Ritorna dopo poco:
"Certo che lei e sua sorella non vi pigliate per niente..."
"Eh no..."
"Ma quell'altro signore, quello che lavora qui, è vostro fratello?"
Roberto.
"No, è il mio fidanzato, non abbiamo fratelli."
"Oggi non ne indovino una..."  e se ne va.

Dò un'occhiata ad Alessandro, è tranquillo, il boccione del drenaggio toracico, il catetere, il drenaggio dell'intervento...



Non mi sembra vero non doverlo accompagnare in bagno ogni mezz'ora.
Basta sangue.

"Mamma... ci sono un sacco di mucche che vanno avanti e indietro nella stanza."
"Davvero tesoro?"
"Sì, e poi ci sono anche dei pesci, con lo sfondo dietro. Mi gira la testa."
"Chiudi gli occhi tesoro, e cerca di dormire, è l'anestesia, poi passa se dormi."
"Mamma non ci riesco, se chiudo gli occhi gira tutto. Ci sono i cow boy che mi cambiano le flebo..."
"Stai tranquillo tesoro, poi passa".
Speravo dormisse fino a domani.

Per qualche ora non vediamo nessuno.
Poi entra una OS a fare il controllo della glicemia al compagno di stanza.
Si avvicina d Alessandro e gli chiede la mano:
"No, io no. Non sono glicemico."
Ma lo buca lo stesso. Questa gli mancava...